IL MUSEO

A Vignanello, intorno agli anni ’30 del Novecento, iniziarono a circolare alcune cartoline pubblicitarie con lo slogan “Volete la salute? Bevete il vino di Vignanello”. Associare oggi il concetto di salute a una bevanda alcolica come il vino appare bizzarro e diseducativo. Eppure non è stato sempre così: il vino per molto tempo ha avuto un diverso significato culturale e sociale. Come realizzare, dunque, un museo attento ai temi odierni della produzione e del consumo (spesso dibattuti in termini polarizzanti) ma che tratti anche di un passato in cui il bere era parte integrante della vita quotidiana? Come renderlo, inoltre, originale e autorevole rispetto ai tanti e diversi musei del vino presenti in Italia? 
Il Museo DiVino risponde a questi interrogativi con un percorso fatto di installazioni audiovisive, scenografie evocative, oggetti, immagini d’epoca e testimonianze, evidenziando i saperi locali, le memorie e le biografie delle persone che hanno permesso la produzione del vino fino ai nostri giorni. L’approccio antropologico, riflessivo e basato sulla ricerca sul campo, fa emergere memorie fragili e storie marginali, invisibili da altre prospettive ma essenziali per comprendere consuetudini del passato che si riflettono nel presente in forme rinnovate e non scontate. 
Si tratta di saperi fondamentali per dare continuità alla visione del mondo della comunità locale, alimento prezioso e indispensabile di un’identità culturale densa e di un rapporto affettivo e simbolico con il territorio. Un impegno etico che il Museo assume per contrastare la fatale erosione di conoscenze popolari, fondamentali per la salvaguardia della biodiversità agraria, in quanto di fatto hanno contribuito a formarla e a garantirne la sopravvivenza.
L’obiettivo, ambizioso, del Museo DiVino non si ferma qui: lo sguardo punta al futuro, in accordo con la Convenzione di Faro (2005) che riconosce il ruolo cruciale dell’eredità culturale da consegnare alle nuove generazioni. La cultura del vino a Vignanello si sta rivitalizzando grazie all’impegno di nuovi agricoltori, delle associazioni e delle amministrazioni locali. Il Museo, inserendosi in questo solco, può diventare un “santuario” dove custodire la brace accesa di un mondo produttivo vivo e in continuità con il passato.

IL PIANO TERRA

Il Museo DiVino è un percorso multimediale interattivo e inclusivo: installazioni audiovisive, scenografie evocative, oggetti, immagini d’epoca e testimonianze, valorizzano i saperi locali, le memorie e le testimonianze biografiche delle persone che hanno portato avanti e trasmesso la cultura della produzione del vino fino ai nostri giorni. L’approccio antropologico, riflessivo e basato sulla ricerca sul campo, fa emergere memorie fragili e storie marginali, invisibili da altre prospettive ma essenziali per comprendere consuetudini del passato che si riflettono nel presente in forme rinnovate e non scontate. Si tratta di saperi fondamentali per dare continuità alla visione del mondo della comunità locale, alimento prezioso e indispensabile di un’identità culturale densa e di un rapporto affettivo e simbolico con il territorio. Un impegno etico che il Museo assume per contrastare la fatale erosione di conoscenze popolari, fondamentali per la salvaguardia della biodiversità agraria, in quanto di fatto hanno contribuito a formarla e garantirne la sopravvivenza.

IL PIANO PRIMO

Al primo piano il museo si trasforma in esperienza. Gli spazi sono dedicati alla formazione, all’incontro e alla scoperta del territorio attraverso attività laboratoriali, degustazioni e momenti di condivisione. Accanto all’ufficio del Direttore Scientifico si aprono gli spazi dedicati ai corsi di cucina, un ambiente attrezzato dove i visitatori possono sperimentare direttamente la preparazione delle ricette della tradizione locale, intrecciando il percorso museale con l’esperienza concreta dei sapori e dei profumi del territorio. Il piano ospita una cucina professionale al servizio dell’enoteca e una sala dedicata a incontri e piccoli convegni.
L’obiettivo è raccontare il territorio attraverso i suoi prodotti e la sua memoria gastronomica legata al vino e insieme fruire del percorso museale, alla scoperta dei sapori di Vignanello e dei Monti Cimini, utilizzando ingredienti provenienti dalle aziende locali. L’esperienza si completa con degustazioni e visite nella suggestiva Vignanello, nella rupe e nelle antiche cantine scavate nel tufo, luoghi che custodiscono la storia del vino e del lavoro contadino. A collegare tutto è un ampio terrazzo panoramico, pensato per eventi, degustazioni e momenti di convivialità all’aperto, dove il museo incontra il paesaggio e la comunità.

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